Chi sono
Chi è Berenice
La Berenice “moderna” nasce come Barbara in una piccola cittadina del Roero Piemontese, da umili genitori, in un giorno che già profuma di mistero, il 31 ottobre 1974.
La Barbara bambina è timida e piuttosto riservata, da adolescente è la classica ragazza studiosa e semplice, da adulta una donna caparbia e solare.
Barbara, fin da piccola, ha imparato ad indossare delle maschere per piacere e per essere accettata dai suoi genitori; in seguito ha continuato ad indossarle anche con gli altri e con la società.
Solo col tempo ha realizzato quanto dannose fossero queste maschere che non le permettevano di esprimere a pieno il suo vero essere.
Affronta studi sia di carattere tecnico-industriale che socio-assistenziali per poi specializzarsi nell’ambito delle risorse umane.
Il lavoro l’ha sempre accompagnata sin dalla giovane età, permettendole di mantenersi.
Il primo impiego, nel 1995, come dipendente, dura 10 anni, anni formativi dal punto di vista umano ed organizzativo; il secondo, nel 2005, la impegna per altri 17anni.


L’ultima esperienza da dipendente è in una medio-grande impresa Braidese che le permette, nel tempo, di approfondire disagi, talenti e conflitti nell’ambito delle risorse umane, della formazione aziendale e delle dinamiche tra dipendente ed azienda.
Nel 2015 decide di dare ascolto alla sempre più insistente voce della sua parte spirituale che la porta ad affrontare con impegno percorsi personali di crescita ed approfondimento a livello olistico.
La visione olistica considera il nostro organismo come uno ed unico e come tale andrebbe curato, mentre la medicina moderna cura il sintomo ma non la causa della malattia o disagio fisico. (Da OLOS termine greco per Tutto, Intero, Completo).
Barbara decide così di investire tempo, denaro, ed energia in questo viaggio olistico per cercare di dare luce alle domande irrisolte sulla propria esistenza; nel 2020 frequenta con successo l’Accademia di Numerologia Applicata di Grotta Alchemica e nel 2022, finalmente, nasce il metodo Berenice col progetto Mosaico e Matrioska.
Alcuni eventi che si susseguono ciclicamente con la stesse dinamiche, la portano a realizzare che la soluzione non può essere la negazione, o peggio ancora, la collera verso gli altri.
Quando una lezione non viene compresa, l’universo ce la ripropone finché non apriamo finalmente gli occhi e, soprattutto, il cuore.
Così come il logo visualizzato e disegnato da Berenice rappresenta la goccia di pioggia che fertilizza il terreno, così è per la nostra anima: dalla lacrima si arriva alla consapevolezza e alla rinascita.
Non possiamo insegnare agli altri ciò che non è chiaro dentro di noi.
Non possiamo comprendere gli altri se non sappiamo chi siamo noi.
Ecco perché il lavoro di Berenice è autentico e concreto: perché Berenice predilige il lavoro interiore, l’esperienza sul campo, l’intuito e la sensibilità al mero, seppur indispensabile, studio dei libri.


Chi è stata Berenice nella storia?
Berenice Fernoforo (280- 246 a.C. circa, Dafne) è stata una regina Egiziana sposa del Faraone Tolomeo III Evergete, della dinastia dei Lagidi (284- 221 a.C. circa).
Egli fu un grande sovrano e sotto di lui la monarchia ellenistica egiziana conobbe un grande splendore.
Nel 246 a.C., poco dopo le nozze, Tolomeo dovette però partire per una campagna bellica molto pericolosa contro Seleuco II di Siria.
Berenice, molto preoccupata per le sorti dell’amato consorte, fece un voto alla dea Iside.
Decise che avrebbe tagliato i suoi bellissimi e amati capelli se il marito fosse tornato sano e salvo e vittorioso dalla guerra in Siria.
Nello stesso tempo, mantenne Lei la gestione della monarchia in modo accurato e generoso.
Quando Tolomeo tornò dalla guerra, la chioma fu recisa e fatta appendere nel tempio di Afrodite finché un bel giorno, però, essa scomparve.
Furono convocati diversi sapienti per cercare di svelare il mistero della sparizione della treccia ma nessuno fu in grado di addivenire ad una soluzione.
Tolomeo, adirato, fece chiudere tutte le porte della città e fece perquisire ogni luogo alla ricerca della capigliatura dell’amata moglie ma invano.
Il saggio astronomo di corte, Conone, risolse l’arcano affermando che la splendida treccia era piaciuta così tanto a Zeus che egli l’aveva voluta imprimere per sempre nel firmamento, in modo che tutti potessero ammirarla.
Indicando un gruppo di stelle amorfe (come si chiamavano quelle che nei cataloghi non erano raggruppate in costellazioni) appena dietro il Leone, costituì una nuova costellazione, spiegando ai presenti che i riccioli della regina erano in cielo.
Da qui il nome della costellazione.

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